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Mons. Bregantini e la stampa

da Giancarlo Bregantini con Chiara Santomiero, Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia (2011)
 
pp.22-23: L’impatto con la stampa
 
Mezz’ora dopo arrivò la prima telefonata dai giornali. Era Carlo Macrì, corrispondente da Locri per il «Corriere della Sera». «Perché mi telefona?» chiesi. «Come, non ha saputo della finta bomba?» mi rispose. «Sì, sono ancora vivo, non è successo niente.» Ma il giornalista rincarò: «Forse non si rende conto: per una notizia del genere, Milano vuole ottanta righe!». «Ottanta righe per la bomba? Dico siete matti?! Scrivete otto righe per la bomba e ottanta per l’accoglienza! C’era tanta gente, gli sbandieratori, una cerimonia di quattro ore e tutto è andato bene.» «No, non ci interessa l’accoglienza! Ci interessa la finta bomba.» «Ecco» esplosi io «voi siete i primi che affossate il Sud! Lei è un giornalista calabrese, non di Milano, non è dunque servo di Milano!» Praticamente il mio primo impatto da vescovo con la stampa si è risolto quasi in una zuffa. E il giorno dopo su tutti i giornali, ovviamente, c’era la finta bomba.
 
Per mia fortuna il vaticanista di Rai1, Fabio Zavattaro, era venuto per RadioRai a seguire il mio ingresso. Venne da me e disse: «Venga a parlare alla radio per il mio programma». E anche a lui dissi «no!». «Senta» mi rispose «ognuno fa il suo mestiere: lei fa il  vescovo, io faccio il giornalista. Le dico che deve parlare, così potrà dire in due minuti che è sereno, sicuro, tranquillo.» Zavattaro mi incoraggiò e accettai la proposta. Così dissi alla radio: «Cari amici, sono ancora vivo, la finta bomba l’hanno messa i giornalisti, non preoccupatevi, non è successo niente, la città è stata accoglientissima e io ringrazio la terra di Calabria che ha avuto per me una cordialità immensa; per cui vi amo ancora più di prima». La mia dichiarazione alla radio creò immediatamente un clima di grande affetto per me, perché la gente – tra la finta bomba, la paura, la scorta, la reazione del vescovo precedente – aveva pensato con timore: «Questo qui ci scappa subito via, oppure ci odia dal giorno dopo».
 
Quindi, devo ammettere che anche l’aiuto dei media mi aiutò ad avere subito un approccio positivo con la gente.

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