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Serata di letture foscoliane - Di vizi ricco e di virtù

A cura del prof. Gabriele Laterza,
in collaborazione con l’attore Enzo Guerini e la classe 5E

Una sera di letture su Foscolo con testi tratti dai Sonetti, dall’Ortis e dai Sepolcri, con interventi musicali di chitarra e fagotto

Venerdì 29 Febbraio alle ore 21.00 presso la sala Paravisi ad Alzano Lombardo

Non solo le solite cinque settimane di lezioni di italiano, all’inizio della classe quinta. Non solo le consuete sei ore dedicate a spiegare un capolavoro, verso per verso, immagine per immagine. Non solo infine un tema letterario a carattere argomentativo. Quest’anno Ugo Niccolò Foscolo ha avuto, da parte della mia V E, un’attenzione particolare, visto che abbiamo deciso, in una manciata di minuti, lo scorso ottobre, di candidarci per una serata di pubbliche letture, appunto foscoliane.

Possono dei diciottenni del 2008 innamorarsi di uno scrittore come Foscolo e decidere di dedicargli una decina di incontri serali, fatti di approfondimenti e di esercizi di dizione, per leggerlo “ad alta voce”,  e quindi in modo espressivo? La risposta è evidentemente sì!

Il nostro Ugo Niccolò parla infatti ai giovani oggi, come parlava a chi era giovane solo trent’anni fa, o a chi lo era due secoli fa  (i Sepolcri furono pubblicati nel 1807, nella vicina Brescia, e infiammarono almeno due generazioni di patrioti del nostro Risorgimento).
D’altra parte è proprio dei giovani nutrire passioni, sogni, ideali. E Foscolo quelle passioni, quei sogni, quegli ideali seppe vivere a fondo, insieme a momenti di rinuncia, di crisi.
I suoi temi, poi, il nostro Foscolo li ha trasferiti sulla pagina a modo suo, con lo stile dei suoi anni. Uno stile sicuramente lontano da quello della scrittura di oggi e spesso difficile: il lessico è aulico, l’utilizzo delle figure retoriche complesso, l’architettura sintattica dei testi robusta. E tuttavia è proprio dei giovani amare i linguaggi, soprattutto quelli diversi dal solito. I linguaggi, quelli lontani dall’uso comune, di per sé affascinano: per i suoni, la disposizione dei segni, per i sentimenti e le idee che i suoni e i segni suscitano. E’ il fascino del significante, anche a prescindere dal significato!

Non c’è stato solo Ugo, però. Ciò che è piaciuto ai ragazzi è stato anche il resto.

Ritrovarci la sera dopo cena attorno ad un tavolo finalmente rotondo, in cui ciascuno doveva essere responsabile di tutto il lavoro, senza professori a mettere voti; frequentare un attore, un mio ex allievo, per una decina di serate, ed esercitarci con lui per imparare a leggere in modo espressivo (almeno un po’);  vedere all’opera un amico pittore che ha dipinto il ritratto di Foscolo, traendo ispirazione da una nostra prova;  studiare il modo di lavorare di un altro amico, un fotografo-artista, questa volta presente alle prove generali, per fotografare il nostro lavoro; accettare le osservazioni critiche di persone, studenti di altre classi e amici vari, che ci hanno ascoltato e osservato nel corso di una prova; dedicarsi a tutta la macchina organizzativa (scelta dei testi, loro studio approfondito; redazione delle presentazione ai testi; continui contatti via email e non solo; scelta del luogo, della data; pubblicizzazione della serata): ecco, tutto questo ha creato competenze, ma ha anche approfondito sensibilità, fatto nascere legami.

Al termine di cinque anni trascorsi con loro, Ugo Foscolo mi ha dato perciò una mano a far crescere i miei ragazzi, con la sua poesia e con il desiderio che essi hanno sentito dentro di sè di esprimerla, di farla uscire dai libri di scuola, per regalarla, per una sera, a chi è stanco di inseguire solo  ciò che porta ad un’utilità economica.
Rimanga, questo, come l’insegnamento più profondo appreso sui banchi di scuola. Dedicarsi a ciò che non serve a nulla, a ciò che non prevede un tornaconto, è l’espressione più profonda di un animo che voglia essere gentile, rispettoso e  attento verso ciascuno e verso tutti. Che voglia essere dotato di humanitas.

Prof. Gabriele Laterza


Letture, musica e dizione: le nostre prove.
Una serata di letture! Quando ci siamo dati disponibili per le letture di Foscolo nessuno di noi avrebbe potuto immaginare tutto ciò che stava alle spalle di una semplice lettura: la dizione, la passione e l’enfasi; la necessità di  lavoro e di fatiche.

Per prepararsi a questa serata, non solo abbiamo studiato i testi a scuola, ma abbiamo anche trascorso numerose serate in compagnia del prof. Laterza e di Enzo Guerini, un attore ed ex allievo del professore, esercitandoci nella dizione, nell’immedesimazione e, soprattutto, ridendo per gli errori anche grossolani che tutti commettevamo!
Queste serate ci vedevano tutti partecipi, senza distinzioni tra professore e allievi. Tutti prendevano parte agli esercizi che ci erano proposti, anche se una posizione di rilievo era occupata dal professore che organizzava le attività e da Enzo, che era sempre pronto a correggere non solo noi ma anche il professor Laterza!

Significativa è stata una serata in cui, oltre a noi, è stato presente Ivano Pasolini, un pittore che, mentre noi decantavamo i testi foscoliani, dipingeva un ritratto del poeta ispirandosi alle emozioni che noi cercavamo di fargli cogliere. Quella serata si è svolta essenzialmente come quasi tutte le altre, iniziando con  dei semplici esercizi di dizione.
Questi prevedevano frasi significative per la presenza di accenti che per noi bergamaschi doc sono esattamente l’opposto di quello che sono per la lingua italiana. Ciò portava alla risata, sia per via della strana pronuncia, sia quando il prof. leggeva una frase scelta apposta per la sua ambiguità di suoni.
A seguire facevamo delle piccole prove di recitazione incentrate sul cambio di tonalità della voce, per adattarsi al momento o ai sentimenti che si volevano esprimere. Anche qui molte volte la risata era assicurata!

Dopo tutto ciò venivano i commenti rispetto alle nostre letture, da parte degli altri studenti o anche di alcuni ospiti, invitati dal professore, che ci aiutavano a migliorare, anche se a volte… smontavano completamente l’autostima del lettore! Questo avveniva non solo per gli studenti ma, e qui sta il bello!,  anche per il professor Laterza, che  ha dovuto finalmente anche lui subire delle critiche, soprattutto da parte di alcuni ospiti, tra cui suo fratello!
Finite le letture, giungeva il momento dedicato ai commenti che a volte suscitavano orgoglio nei lettori e altre ne abbattevano il morale. Conclusa la serata, si tornava tutti a casa preparandosi già alla serata successiva e immaginandosi lo spettacolo.
Molte cose che si fanno a scuola passano, queste serate rimarranno vive nei nostri ricordi!

Alessandro Pelandi, 5E

AllegatoDimensione
locandina serata Foscolo.pdf161.02 KB
riflessione Giovanni Parente 5E.pdf13.43 KB
Articolo Eco 1 Foscolo.pdf240.55 KB
Articolo Eco 2 Foscolo.pdf288.38 KB
serata Foscolo a San Paolo Argon 5 maggio 2008.pdf990.18 KB

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