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SCHOLA et LABORA, spettacolo 2013

Invito allo spettacolo


Video - alcuni momenti dello spettacolo

Anche quest’anno è stato proposto dalla professoressa Enrica Manni un progetto interculturale. Abbiamo ripreso il tema del lavoro con l’aiuto di mediatori interculturali giapponesi, persiani, berberi, congolesi e grazie a generose donazioni liberali.
Il progetto si chiama SCHOLA et LABORA e prende le mosse dal celebre motto benedettino ora et labora.
Ad esso hanno aderito 3 classi: 1A, 1F, 3D.
Dopo aver scritto e letto testi legati al LAVORO inteso come promozione delle nostre potenzialità, storia di fatiche e speranze degne di essere raccontate, legame col territorio, apertura a culture diverse da quelle a cui apparteniamo , finalmente il 27-28 Febbraio e il 1 Marzo abbiamo cominciato a lavorare con il regista e attore Luca Vonella.
Con lui abbiamo trasformato in camminate, gesti, scene le nostre esperienze e i nostri testi legati a diverse realtà lavorative.
Abbiamo così percorso le vie della transumanza seguendo pastori dall’India fino alla Val Seriana, abbiamo falciato l’erba, cavato pietre coti, trascritto antichi codici… abbiamo sudato, riso, ci siamo divertiti.  
Successivamente l’11 marzo ci siamo recati al Museo del Villaggio Africano della Basella di Urgnano dove abbiamo partecipato a un laboratorio di pittura su stoffa con l’henné durante il quale ci siamo cimentati nella rappresentazione di soggetti legati alla cultura del popolo Senufo.
Abbiamo anche assistito a un afrospettacolo molto coinvolgente animato da un mediatore interculturale congolese di nome Pegas che ci ha coinvolto in danze che mimavano gesti antichi legati a lavori tradizionali.
Con lui abbiamo affrontato alcuni degli aspetti caratteristici della cultura africana: il senso di appartenenza alla propria comunità, il rispetto per la vita e gli antenati, la spiritualità, argomenti che abbiamo approfondito quando alcuni collaboratori del museo africano, tra i quali ancora Pegas, sono venuti a scuola il 18 marzo.
Siamo anche stati coinvolti in un gioco di ruolo che ci ha visto lavorare in vario modo: abbiamo ramazzato foglie, portando bambini legati sulla schiena, abbiamo stirato stracci, spaccato pietre, trasportato bagagli, camminato con fascine di legna sulla testa e abbiamo smistato i rifiuti di una discarica.
In serata dopo il nostro rientro a casa, la professoressa Manni e Luca Vonella hanno incontrato in Città  Alta presso il Teatro del Carmine, sede del Teatro Tascabile di Bergamo, alcune delle nostre mamme, quelle che si sono offerte di partecipare al nostro spettacolo teatrale e con loro hanno cominciato a mettere in scena esperienze significative legate al mondo del lavoro.
Successivamente, l’8 aprile è venuta a scuola la mediatrice interculturale armena Francoise Hovanessian, responsabile dell’associazione Persepoli che si occupa di diffondere la cultura persiana. Con lei ci siamo soffermati sul tema degli antichi lavori che ancora oggi si svolgono in Iran e sulla scrittura fārsì.
Solo pochi giorni dopo abbiamo incontrato per la seconda volta il regista Luca Vonella del teatro a Canone di Chivasso.
Il 17 aprile abbiamo accolto la dottoressa Marianna Ravazzini che ha tenuto un breve seminario sulla grafologia come espressione di sé e ci ha offerto l’occasione di analizzare noi stessi e conoscere più a fondo la nostra personalità.
Il 24 aprile abbiamo ospitato le signore giapponesi Yumie Miura e Satoko Nagashima, venute per illustrarci in breve i principi fondamentali dell’etica del bushido, alcune tecniche per utilizzare il furoshiki, un quadrato di stoffa che, piegato e annodato, serve per contenere e trasportare oggetti, e il tipico abbigliamento che da sempre caratterizza il Giappone, il kimono. L’incontro è stato molto divertente e istruttivo, è stata un occasione per approfondire la conoscenza della cultura del Giappone e la cosa che più ci ha impressionato è stata la complessità del kimono, solo apparentemente semplice. È infatti un abito  formato da moltissime sottovesti e da un particolare accessorio, l’obi, l’equivalente della nostra cintura, solo molto più decorato e bello da vedere.
L’8-9-10 maggio è venuto nuovamente il regista Luca Vonella per concludere, con l’ultima tranche, il laboratorio teatrale. E poi finalmente il 5 giugno le prove generali e il 7 lo spettacolo di fine percorso. Dove? All’ALT di Alzano. Perché? Perché abbiamo lavorato sul LAVORO e ALT sta per Arte, Lavoro e Territorio.
Noi ci stiamo divertendo e stiamo imparando tante cose, rimaniamo ovviamente a disposizione per offrire documentazione e informazioni sulle occasioni d’ incontro offerte da SCHOLA et LABORA e vi aspettiamo numerosi al nostro spettacolo teatrale.

Nembrini Kelly e Piciocchi Diego 1A

 


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