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Recensione di libri

di Benigni Elisa (1C), MAUS di Art Spiegelman

Nel libro “Maus” credo che l’autore Art Spiegelman, come lui stesso ha affermato, abbia voluto superare le barriere degli stereotipi da qualunque lato il suo libro venga analizzato: dal genere alla storia che esso narra, dalla rappresentazione dei personaggi al modo di raccontare e lasciar parlare le vignette.
Ad esempio, io, prima di leggere Maus, credevo che i fumetti fossero la narrazione delle storie di Topolino e dei suoi amici (opinione precostruita e generalizzata ormai dalla maggioranza della gente).
Invece i fumetti sono un modo creativo e geniale di raccontare avvenimenti o realtà storiche sotto una diversa luce, cioè non costringendo i ragazzi ad incrociare gli occhi per la stanchezza che aumenta ogni qual volta si gira una pagina, ma invogliandoli, con immagini e baloon intriganti, a finire il libro per scoprire il finale.
Spiegelman, dal mio punto di vista, è stato un vero maestro, come tanti lo hanno definito: è riuscito, oltre ad allargarci i confini del sapere, a mettere su carta la storia della seconda guerra mondiale facendo trasparire le emozioni di tutti i personaggi, il terrore, l’inedia, la felicità, la delusione… insomma è riuscito a mostrare moltissime sensazioni attraverso le parole e i disegni.
Credo che abbia puntato tutto sugli animali, perché, come nelle favole, rappresentano pregi e difetti degli uomini; condivido la scelta dei topi per rappresentare gli ebrei, proprio perché sono animali che provocano paura, portatori di malattie e con cui nessuno di noi vorrebbe condividere la casa, infatti esistono i disinfestatori che con gas nocivi e trappole mortali li sterminano, proprio come una volta facevano i nazisti con i deportati. I topi sono talmente raccapriccianti che addirittura gli stessi semiti fuggono alla loro presenza.
Non sarà stato facile capire come e cosa scrivere, né alzandosi una mattina avrà avuto un messaggio dal cielo per comprendere il dolore subito dalle persone nei campi di concentramento e di quelle che sono venute dopo e che hanno sentito tutto il peso del mondo sulle loro spalle per riuscire a ristabilire una situazione di pace, ma se nessuno avesse pensato di superare se stessi e le proprie capacità cercando di porsi obiettivi sempre più alti, allora non saremmo qui, ma ancora a riscaldarci col fuoco sotto un albero pensando all’attimo e non al nostro futuro, come invece dovrebbe essere.


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