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Recensione di libri

di Bertocchi Cristiano (1C), MAUS di Art Spiegelman

Dopo aver letto Maus di Art Spiegelman mi sono fatto una grande idea sia riguardo alla genialità del fumettista sia riguardo all’opera stessa. Prima di leggere il libro non sapevo chi fosse Spiegelman né tanto meno cosa scrivesse. Dopo averlo fatto, penso a questo scrittore come a un genio: ha saputo raccontare la più grande tragedia dell’umanità con il genere letterario più semplice ed elementare, il fumetto.
A mio parere l’autore ha usato questo tipo di scrittura principalmente per due motivi: il primo è la rappresentazione iconografica dei fatti. Usando il fumetto si possono rappresentare gli eventi attraverso icone con immagini in cui i personaggi “parlano”. Ciò aiuta molto Spiegelman, che con le icone semplifica la lettura del testo al lettore.
Un altro fattore che secondo me ha inciso nella scelta dello scrittore di usare questo genere è il fatto che, così facendo, fa in modo che vi siano solamente discorsi diretti, senza l’intervento di un narratore. Secondo me questo rende più scorrevole e piacevole la storia, che verrebbe resa più pesante dalla presenza di un narratore che spezza i discorsi diretti.
Per quanto riguarda la rappresentazione dei personaggi,  Spiegelmann opta per la raffigurazione degli ebrei come topi. Ricordo che quando ero piccolo, mia mamma aveva un bar ristorante nel mio paese. Un giorno trovò dietro il bancone del bar dei topi: il bar rimase chiuso tutto il pomeriggio. Almeno fino a che tutti i topi vennero uccisi.
Per questo motivo il fumettista ha deciso di metaforizzare gli ebrei con i topi: durante il nazismo non piacevano a nessuno, né ai nazisti, né ai normali cittadini e quindi si pensava dovessero essere uccisi tutti, proprio come i topi nel bar di mia mamma.
Oltre ad aver rappresentato animali, usati come metafore  nei fumetti, la più grande innovazione da parte dell’artista fu quella di contestualizzare un episodio tragico della Seconda Guerra Mondiale: l’Olocausto. Secondo me scelse proprio questo come il principale argomento trattato nel libro, per attuare una grande novità, il racconto tragico e sottile della Shoah, attraverso la semplicità del genere letterario del fumetto. Vuole così affermare che anche l’argomento più complesso e triste può essere raccontato in modo semplice, ma pur sempre efficace.
Con tutto questo condivido pienamente la scelta di Spiegelman in tutte le sue componenti: dal genere usato, alla scelta iconografica, all’argomento trattato, che gli hanno permesso di realizzare un grande capolavoro.


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